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Gli integratori nel metodo Kousmine
Si definiscono integratori, con un termine scientificamente impreciso ma ormai in uso, nutrienti che si aggiungono alla dieta in quantità ridottissime (in genere dell'ordine dei milligrammi) per completare l'equilibrio nutrizionale. Un regime alimentare equilibrato non dovrebbe aver bisogno di integratori e nessun integratore supplisce adeguatamente ad una dieta squilibrata. Ma in circostanze particolari può rendersi necessario aggiungere ad una nutrizione anche equilibrata una dose adeguata di integratori perché:
- le verdure e la frutta che troviamo in commercio danno spesso un apporto inadeguato di vitamine e flavonoidi;
- in alcune zone i terreni sono carenti di alcuni oligoelementi (per es. il selenio) e trasmettono questa carenza ai vegetali che vi sono coltivati;
- occorre fornire un supplemento nutrizionale, anche in caso di diete equilibrate, ad alcuni malati che non sono in grado di assimilare le vitamine che assumono o non sono in grado, proprio per le condizioni di malattia, di elaborare sostanze essenziali per l'organismo (è il caso dell'acido gammalinoleico);
- in organismi particolarmente debilitati dalla malattia occorre fornire un apporto maggiore di alcuni micronutrienti essenziali per riportare l'organismo alle condizioni di salute.
Il fabbisogno di questi nutrienti varia da malattia a malattia e, nell'ambito della stessa malattia, da malato a malato. Ecco perché deve essere il medico a determinare quali integratori debba assumere un ammalato e in quali quantità. Non raccomanderemo mai abbastanza di evitare pratiche pericolose di autoterapia.
Ci limitiamo perciò in questa pagina a dare le nozioni più ovvie e quelle più innocue, lasciando alla prescrizione medica la determinazione precisa per ogni paziente.
Ci limitiamo ad indicare alcune famiglie di integratori:
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le vitamine |
sono definiti tali i nutrienti con due caratteristiche:
- l'organismo non è in grado di sintetizzarli (almeno in quantità adeguata) e deve quindi introdurli con l'alimentazione;
- e sono assolutamente indispensabili per alcune funzioni vitali
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gli altri micronutrienti vegetali (flavonoidi, indoli, ecc.) |
importanti per il buon funzionamento dell'organismo. Intervengono in numerose funzioni enzimatiche, antiossidanti, disinfiammatorie, antitumorali.
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gli oli polinsaturi essenziali e semiessenziali |
acido linoleico e alfalinolenico; e il l'acido gammalinolenico (definito semiessenziale perchè può essere sintetizzato dal nostro organismo a partire dall'acido linoleico, ma non in alcune condizioni di malattia o di stress)
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i sali minerali |
cioè i sali che devono essere assunti in quantità considerevole, come i sali di calcio, di potassio, di fosforo, ferro, ecc. Il loro fabbisogno si misura in grammi o comunque in frazioni rilevanti di grammo
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gli oligoelementi |
sali minerali il cui fabbisogno è essenziale per il funzionamento degli enzimi o per le funzioni antiossidanti, ma in minima quantità, milionesimi di grammo o frazioni di grammo.
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i fitoterapici |
Sono prodotti di erboristeria, erbe medicinali (o estratti di erbe) con principi attivi per la cura di malattia. Sono innumerevoli: segnaliamo solo alcuni di uso più comune |
Un protocollo minimo che il medico amplierà
Gli antiossidanti
Sono numerosi i prodotti in commercio con miscele di antiossidanti (vitamine e bioflavonoidi). Interessanti anche gli infusi come il tè verde, che dovrebbe diventare la bevanda comune anche durante i pasti. Qualunque integrazione si scelga, è indispensabile comunque per gravi malattia autoimmuni e per prevenzione antitumorale in persone predisposte l'apporto di vitamina C, E ed anche A se non si assumono abbondanti cibi ricchi di betacarotene. Anche per i flavonoidi vale lo stesso principio.
| Vitamina C |
La vitamina C svolge funzioni multiple nel nostro organismo. La principale è quella di antiossidante, in sinergia con la vit. E e la vit. A Ma è fondamentale per la sintesi del collagene, la proteina più importante del nostro corpo, per la sintesi dei neurotrasmettitori, degli ormoni, della carnitina. È indispensabile all'assorbimento e all'utilizzo di altri fattori nutrizionali, È fondamentale per la funzione immunitaria e riduce i livelli di istamina, migliorando la situazione degli asmatici. e genericamente degli allergici. Rusulta determinante anche nella prevenzione dell'infarto e delle cardiopatie in genere.
Per questo di raccomanda l'assunzione di frutta e verdura abbondanti tutti i giorni. La vit. C viene parzialmente distrutta dal calore e si scioglie (disperdendosi) nei liquidi di cottura. |
Funziona bene anche da sola, ma è meglio assorbita se è accompagnata da flavonoidi. Una quantità accettabile è 1 gr al giorno, suddiviso in più dosi. È vero che la vit. C naturale è più efficace, ma non così tanto da giustificare la spesa enormemente maggiore rispetto all'acido ascorbico puro. Consigliamo quet'ultimo, abbinato a rilevante consumo di verdure e frutta. Meglio prenderlo durante o in prossimità dei pasti, per rallentarne l'assorbimento. |
| Vitamina E |
Un potente antiossidante: neutralizza i radicali liberi dall'interno stesso della cellula. Ma per essere efficace con continuità, deve essere abbinata alla vit. C. Il nome di vit. E viene dato a forme diverse di tocoferoli, in miscela, con prevalenza o esclusività di alfatocoferolo. In realtà le miscele sono più efficaci della forma pura |
È molto più efficace la forma naturale, come la possiamo trovare nel germe di grano o in altri oli (olio di zucca, ecc.). Se prendiamo la forma chimica (alfatocoferolo) le dosi ottimali vanno da 100 a 400 mg. Può essere utile anche superare queste dosi per pochi giorni in caso d'attacco (consultare il medico!) |
| Vitamina A |
Completa la terna delle vitamine antiossidanti. Da sola non è molto efficace, lo è se abbinata a C ed a E. Poiché è una delle poche vitamine pericolosa per sovradosaggio, è bene assumerla sotto forma di betacarotene (equivalente), che viene trasformato in vit. A secondo il fabbisogno. |
La dose ottimale nella maggior parte dei casi è tra 15 e 150 mg di betacarotene. Le persone che consumano poche carote, patate dolci, albicocche, broccoli... è bene che ne assumano almeno 100 mg al giorno. |
| Selenio |
Il selenio presiede alla prevenzione dei danni prodotti dai radicali liberi. È infatti un componente dell'enzima glutatione perossidasi, che lavora in sinergia con la vit. E contro i radicali liberi. Il selenio è presente in numerosi cibi vegetali e animali. E' difficile la sua carenza in una dieta kousminiana ben condotta, soprattuto in Italia, dove non risulta carenza nel terreno. |
Normalmente non occorre assumerlo. Può però essere utile come coadiuvante nella cura e prevenzine dei tumori o di deficit del sistema immunitario. È meglio assumerlo in forma organica (per es. lievito arricchito di selenio, nella dose di 200 mcg al giorno.(4 volte il RAD). |
| Bioflavonoidi |
Sono dei pigmenti responsabili del colore di molte sostanze vegetali. I principali sono:
- quercetina
- biofl. degli agrumi : rutina, quercetrina, esperidina, naringina
- polifenoli (principalmente del tè verde)
- proantocianidine (uva nera, bacche di bosco, ecc.)
I bioflavonoidi non vengono considerati vitamine e sono spesso definiti semiessenziali. In realtà tutti gli studi recenti dimostrano la loro essenzialità nei processi antiossidativi, antinfiammatori, antiallergici, antivirali e anticancro. Da alcuni punti di vista sono più efficaci dell'abbinamento tra vit. C, E ed A + selenio. Volendo differenziare l'ambito di azione dei vari flavonoidi: proantocianidine (disturbi venosi e capillari, anche della retina); quercetina (condizioni infiammatorie e allergiche, LES, diabete); rutina (fragilità capillare, epistassi, emorroidi), polifenoli del tè verde (cancro).
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Il modo migliore di assumere flavonoidi è mangiare il più possibile verdure fresche e ragionevolmente frutta, variando il più possibile e non facendosi mancare frutta di bosco (mirtilli, lamponi, ecc.). Ma ci sono casi (terapia antitumorale, rischi cardiocircolatori) in cui conviene aumentare l'apporto di flavonoidi. In questi casi conviene assumere estratti di flavonoidi tipo Quercetina (due compresse al giorno) e/o Pinoflavo (idem), entrambe della Solgar, meglio se alternandoli tra di loro; e puré di mirtillo. |
Tè verde
e tè nero |
Dedichiamo al tè verde un discorso a parte (anche se rientra nella categoria dei flavonoidi) perché rappresenta il modo più facile e gradevole di assumere bioflavonoidi. La presenza di poolifenoli (che arrivano al 12% della foglia essiccata), tra i quali particolarmente attivi i flavonoidi
- catechina
- epicatechina
- epicatechina gallata,
- proantocianidine
- soprattutto epigallocatechina gallata
è particolarmente attivo contro il cancro. In una tazza di tè verde, infusa per tempo sufficiente, vi sono in media 300-400 mg di polifenoli. Tenete presente che la stessa tazza contiene tra i 50 e i 100 mg di caffeina, che però, proprio per la presenza di polifenoli, viene assorbita più lentamente che quella di una tazza di caffè. Ha perciò un effetto gradualmente tonificante.
Il té nero è invece un rilevante fattore di rischio per il cancro al retto, alla colecisti e endometrio. Non si sa con esattezza il principio attivo che genera il cancro, ma è certamente legato all'ossidazione delle foglie, che sviluppa fattori enzimatici che inibiscono i bioflavonoidi della foglia.
Gli studi sull'argomento sono numerosi e concordi. (nota)
È appurato che chi consuma tè nero ha il quadruplo di rischio di contrarre cancro di chi non consuma mai o quasi mai tè. (nota)
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L'infusione deve durare almeno 5 minuti. La dose significativa è di 3 tazzine o più al giorno, compatibilmente con la tolleranza alla caffeina.
Il tè verde è importante anche per le malattie cardiovascolari. Con più di 3 tazze al giorno si registrano significativi aumenti del colesterolo HDL e riduzione del LDL sierico.
E' utile anche nelle disfuzioni epatiche: decrescono i livelli di aspartato transaminasi e di alanina transaminasi (nota)
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Altre vitamine
Indichiamo qui altre vitamine. Il medico potrà prescriverle nei casi in cui l'alimentazione equilibrata del metodo Kousmine non sia sufficiente per determinate patologie (alcune vitamine sono ricordate solo per ricordare la necessità di assumere cereali integrali). Ricordiamo che l'assunzione di lievito di birra liofizzato può essere più che sufficiente per l'apporto necessario di vitamine del gruppo B
| Vitamina D |
La vitamina D è prodotta anche dal nostro corpo per effetto dell'esposizione della pelle alla luce solare. La sua funzione è di stimolare l'assorbimento del calcio. La sua carenza provoca rachitismo nei bambini e indebolimento alle ossa negli adulti. Ha anche proprietà anticancerogene (tumore al colon e al seno). Sono rari i sintomi di carenza: accadono soprattuto tra gli anziani che non si espongono a sufficienza alla luce solare. |
Non consigliamo supplementi di vit. D, tranne il caso di evidente carenza, come nelle osteoporosi gravi, soprattutto quelle in presenza di disturbi ai reni e/o al fegato (che interferiscono nelle trasformazioni enzimatiche della vit D in principi più attivi). Affidatevi al medico per queste integrazioni. |
| Vitamina B 1
(tiamina)
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Non vi possono essere carenze di questa vitamina con la dieta del metodo Kousmine, che prevede l'uso di riso integrale e legumi. |
| Vitamina B2
(riboflavina)
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Non vi possono essere carenzedi questa vitamina con la dieta del metodo Kousmine, che prevede l'uso di riso integrale e legumi. |
| Vitamina B3
(niacina)
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Può essere indicata un'integrazione
- per abbassare il colesterolo (e per aumentare il colesterolo HDL)
- nel fenomeno di Raynaud
- in altri disturbi del flusso sanguigno. Consultare il medico. Controindicata in caso di danni epatici, gotta, ulcera epatica e diabete.
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Sono rare carenze di questa vitamina con la dieta del metodo Kousmine, che prevede l'uso di riso integrale e legumi. Possono essere indicati supplementi (meglio se sotto forma di exaniacinato di inositolo - 500 mg 3 volte al giorno: cautela per i diabetici) nei casi indicati a fianco. |
| Vitamina B6
(piridossina)
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Partecipa alla sintesi delle proteine, dei neurotrasmettitori e delle prostaglandine. Il suo uso può essere utile in caso di asma, di carenza delle difese immunitarie, delle calcolosi recidivanti di ossalato di calcio (in combinazione con il magnesio), nella neuropatia diabetica, di osteoporosi, |
Non sono frequenti carenzedi questa vitamina con la dieta del metodo Kousmine, ma soprattutto all'inizio possono accadere. In questi casi, in presenza delle patologie segnate a fianco, può essere utile una supplementazione. Per i dosaggi affidarsi al medico (in genere 50 mg). È sempre opportuno accompagnare l'assunzione con magnesio. |
| Vitamina B12
(cobalamina)
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Con l'acido folico prende parte a numerosi processi del nostro organismo: formazione della guaina mielinica, sintesi del DNA, maturazione dei globuli rossi.. Funziona come "donatore di metili". Può essere assorbita dai cibi solo se è secreto nello stomaco il fattore intrinseco. È contenuta quasi esclusivamente nei prodotti animali. Gli alimenti più ricchi (in mcg/100 gr):
| Fegato di agnello |
104 |
| Molluschi |
98 |
| Fegato di manzo |
80 |
| Fegato di pollo |
25 |
| Ostriche |
18 |
| Sardine, Sarde |
17 |
| Trota |
5 |
| Salmone |
4 |
| Tonno fresco |
3 |
| Uova |
2 |
| Manzo |
1,8 |
| Altri pesci in genere |
1 |
È quasi indispensabile nelle diete vegetaliane; è spesso utile nella sclerosi multipla (meglio se sotto forma di metilcobalamina)
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I sintomi di carenza compaiono lentamente, perché la vit. B12 si accumula nel fegato e quindi si evidenziano solo dopo 5-6 anni di insufficiente apporto. Contrariamente a quanto si dice, non è necessario assumerla per iniezione: per bocca ha efficacia equivalente sempre. Le forme attive sono la metilcobalamina e l'adenosilcobalamina (non la cianocobalamina). Dosi consigliate 60 mcg nella SM, 20 o meno negli altri casi. La somministrazione di B12 nelle forme motorie della SM sembra non dare giovamento (kira J:, Tobimatsu S. e Goto I. Vitamin B12 metabolism and massive-dose methyl vitamin B12 terapy Japanese patients with multiple sclerosis. Int Med33,82-86, 1994.) |
Gli oli polinsaturi
I sintomi della deficenza di acidi grassi essenziali non sono così immediatamente evidenti come quelli della vitamine (proprio per questo la denominazione di vit. F proposta per loro non ha avuto successo). Ma sono altrettanto gravi alla distanza. In realtà molte patologie autoimmuni trovano una della concause nella carenza di oli polinsaturi essenziali, che soo componenti delle cellule nervose, delle membrane cellulari e delle prostaglandine.
| Acido linoleico |
In un organismo sano fornisce la base per la formazione delle PGE1, che hanno una elevata funzione disinfiammatoria (in un malato o progressivamente negli anziani questa funzione viene parzialmente o totalmente bloccata, va quindi implementato con ac. gammalinolenico). Un'altra funzione è quella di base per la costruzione dei fosfolipidi delle membrane cellulari e del sistema nervoso. |
Un cucchiaio al giorno di olio di girasole spremuto a freddo o 3 cucchiai di semi di girasole decorticati. Per altre fonti di acido linoleico vedi la pagina dei lipidi.
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| Acido alfalinolenico |
Fonte principale: l'olio di lino. Ma la nostra associazione preferisce l'assunzione di semi di lino macinati anziché di olio già spremuto perché:
- nel seme ben conservato l'olio non è ossidato, come accade invece quasi sempre nei flaconi d'olio di lino in commercio
- sono ricchi di proteine
- di ottime fibre, tra cui i lignani, potenti agenti antitumorali
- e costano perfino di meno...
I semi di lino sono la più ricco fonte al mondo di omega-3 (più del doppio del pesce)
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Dose ottimale: un cucchiaio e mezzo di semi di lino accuratamente macinati (abitualmente assieme ad un cucchiaio di un cereale bio integrale non appartenente al genere grano: avena, grano saraceno, riso, ecc). In genere vengono assunte con la colazione del mattino (crema Budwig), ma in alternativa possono essere consumati nella minestra della sera. |
| Ac. gammalinolenico |
Pur essendo un acido grasso polinsaturo semiessenziale (cioè sintetizzabile dal nostro organismo), è indispensabile assumerlo ogni volta che le condizioni fisiche siano indebolite e compromettano così l'azione dell'enzima delta-6 desaturasi: anzianità, stato di malattia, bambini "fragili"... Le fonti sono l'olio di ribes nero, di enotera, di borragine, di olivello spinoso, ecc. Conviene alternare periodi di assunzione con sospensioni, per es. secondo la formula: 3 settimane sì e una no. |
Consigliamo
- per gli ammalati di SM due cuchiaini da caffé di Ivartritica Irvingia al giorno
- per gli ammalati di artrite reumatoide due cuchiaini da caffé (o due tavolette) di Ivartritica al giorno
- per gli altri malati olio di boraggine di qualità (tipo Lesan-el-Tour) o olio di ribes nero (tipo Ribolio) = 3 o 4 capsule al giorno
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Acido nervonico
(acido selacoleico o acido tetracosenico) |
È ricavato dall'olio di fegato di squalo ed è un acido grasso monoinsaturo a lunga catena, significativamente presente nel tessuto nervoso e nella materia bianca cerebrale. Le sue funzioni principali sono:
- Rigenerazione guaina mielinica
- Miglioramento generale delle funzioni cerebrali
- Riduzione colesterolo totale nel sangue
- trattamento coadiuvante nelle patologie neuro-muscolari (anche distrofia muscolare)
- coadiuvante della crescita e sviluppo cerebrale del bimbo
- azione antinvecchiamento, antistress e miglioramento capacità mnemoniche
- coadiuvante nelle patologie cutanee di origine autoimmune
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La dose ottimale è di 150mg due volte al giorno. Per i neonati e bambini può essere aggiunto al biberon.
Non è facilmente rinvenibile in commercio. Se trovate problemi rivolgetevi alla nostra associazione.
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| Olio di pesce |
È della serie omega3 come l'acido alfalinolenico. Ma contiene, già sintetizzati, EPA e DHA facilitando il compito dell'organismo, che dovrebbe produrli a partire dal linolenico. Assunto mediante il consumo di pesce è notevolmente più efficace che se lo si assume sotto forma di capsule. |
Può essere consigliabile nei giorni in cui non si consuma il pesce assumere due capsule da 1 gr di olio di pesce (o olio di fegato di merluzzo) |
| Olio vergine di palma |
Malgrado il profilo di acidi grassi dell'olio di palma non sia tra i migliori (troppi saturi), la presenza di numerosi componenti antiossidanti rende interessante la forma vergine a spremitura a freddo nella lotta contro i radicali liberi |
In presenza di un'elevata quantità di radicali liberi, può essere utile ssumere olio vergine di palma (per es. il Palmarancio della Vegetal-Progress), due capsule al giorno. Personalmente preferisco altri antiossidanti che non hanno l'inconveniente dei grassi saturi. |
Sali e oligoelementi
Alcuni oligoelementi sono stati già trattati tra gli antiossidanti.
| Zinco |
Entra in più di duecento processi enzimatici. La sua carenza può compromettere funzioni essenziali dell'organismo, come l'attività di molti ormoni (sessuali, della crescita, del tino, l'insulina). E' abbondante nelle ostriche, ma in genere nei pesci. È presente anche nei cereali integrali, legumi, semi, frutta secca: ma nel mondo vegetale se non viene neutralizzato l'acido fitico non è penamente assorbibile. I deficit di zinco possono comparire in caso di dieta squilibrata e negli anziani. Un regime alimentare ricco di pesce difficilmente è carente di zinco. È utile assumerlo in gravidanza e in presenza di acne, di ipertrofia prostatica, di bassa risposta immunitaria. |
I dosaggi tipici per lo zinco sono da 15 a 25 mg. Consigliabile per qualche tempo un dosaggio superiore (40 mg) in caso di acne. |
| Ferro |
La carenza di ferro è frequente nelle donne in età mestruale e in persone che hanno fatto uso intensivo di antiacidi. Va determinata attentamente nella sindrome da stenchezza cronica. Può essereci un fabbisogno maggiore nei momenti di rapida crescita (adolescenza) o in gravidanza. |
Decisione di assumere integratori di ferro e quantità e qualità sono di stretta competenza medica. |
| Calcio |
La carenza di calcio può rendere grave la situazione nelle donne in menopausa, che rischiano l'osteoporosi. Anche altre patologie possono essere indotte dalla carenza di calcio. È illusorio comunque pensare che basti l'assunzione di calcio per combattere l'osteoporosi: occorre garantire un corretto apporto di vit. D e un'adeguata attività fisica, che comprenda il sollevamento di pesi. |
La dose normale in caso di carenza è di circa 1000 mg/die. Ma è il medico che stabilisce la dose. |
| Magnesio |
È il minerale più presente nelle cellule dopo il potassio. È indispensabile nell'attivazione di numerosi enzimi e quindi la sua carenza è a monte di numerose malattie. In chi fa bene la dieta del metodo Kousmine, con assunzione regolare di molti cereali integrali, è difficile che insorga una carenza di magnesio. Ma può essere utile un'integrazione in alcune patologie (ipertensione, disturbi cardiaci, calcoli renali, cancro, disturbi legati alle mestruazioni) o, comunque, all'inizio della cura. È impotante anche nella sindrome da affaticamento cronico e negli stati debilitati (per esempio all'uscita dall'anoressia). Infine è da assumere in caso di osteoporosi, visto che agevola l'azione dell'enzima responsabile della sintesi della vit. D in forma attiva. |
La formula più facile da trovare in farmacia è il cloruro di magnesio. Migliore il citrato o, meglio di tutti, l'aspartato. La dose: 6 mg per peso corporeo, da aumentare a giudizio del medico. Soprattutto nella sindrome premestruale può essere utile associarlo alla vit. B6. |
| Potassio |
In costruzione |
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L'aloe
Due specie sono le aloe usate in erboristeria: l'aloe vera (che coincide con l'aloe barbadensis) e l'aloe arborescens. Amano un clima subtropicale, ma crescono anche in Italia sulle coste del mediterraneo e, più raramente, sui laghi del Nord. È possibile allevarle in casa in vaso, ritirandole d'inverno in climi più freddi. Nel sud si possono tenere all'aperto tutto l'anno. Si utilizzano piante ben sviluppate, di almeno 5 anni. Non è difficile reperire esemplari ben sviluppati (e quindi utilizzabili) presso vivaisti. Il succo di aloe (o gel) che si trova in commercio è quello dell'aloe vera. Nella scienza fitoterapica si prescrive l'uso della sola Aloe vera. P. Zago insiste invece, nella cura dei tumori, per l'Aloe arborescens.
Le parti dell'Aloe usate in erboristeria sono due:
- il succo che cola dalle foglie tagliate, di colore giallo scuto, che viene concentrato per ebollizione. È un glicoside (aloina), normalmente poco attivo, che viene trasformato dai batteri del colon in un principio molto attivo nell'eccitare la mobilità del colon, quindi come purgante. Il purgante è efficace dopo 8-10 ore dall'assunzione e può dar luogo a dolori intestinali. Non è quasi più usato.
- Il gel di aloe è un prodotto straordinario, ricco di principi attivi: aminoacidi, vitamine, bioflavonoidi, alcaloidi, polifenoli, oligosaccaridi... Ha un forte effetto equilibratore sulla flora batterica intestinale: potenzia i probiotici e diminuisce la presenza di micorganismi dannosi. Ha anche un'azione antitumorale. Per il gel si preferisce in genere l'Aloe vera.
| Aloe vera (nella figura qui a destra, senza fiori)
L'Aloe Barbadensis (Miller) è la stessa pianta, un tempo classificata con un nome diverso.
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È la pianta tradizionalmente usata in erboristeria. Si utiizza sia la resina giallastra che si trova immediatamente sotto la cuticola superficiale sia il gel, la mucillagine delle cellule poliedriche che riempie la foglia. La prima ha effetti purgativi, il gel è l'integratore che proponiamo nella nostra associazione.
Raccomadiamo l'aloe vera per tutti gli usi tranne quelli antitumorali, per i quali è da preferire la formula di P. Zago (vedi sotto) |
Si acquista in farmacia, facendoi garantire che sia gel puro, addizionato solo di antiossidanti accettabili (raccomandiamo quello senza additivi o con solo acido ascorbico) o estratto secco di aloe (rapporto 100/1 rispetto alfresco). Ne consigliamo l'assunzione per 15 giorni, 3 cucchiai al giorno, sia all'inizio del metodo dopo il digiuno iniziale sia in cambio stagione o dopo disturbi intestinali. È certamente più efficace il gel che ricavate direttamente dalla foglia: basta tagliare una foglia intera (che conserverete in frigorifero). Se ne asportano 10 cm circa per volta, con un coltello si leva la pelle sulla superficie piatta, poi con un cucchiaio si raschia il gel, mangiandolo direttamente (il gusto è gradevolmente amaro). Se dà fastidio la consistenza gelatinosa si può frullare il quantitativo per una giornata (3 cucchiai) conservandolo poi al buio in frigorifero. |
| Aloe arborescens (con i fiori rossi, nella figura a sinistra) |
È la pianta utilizzata da P. Romano Zago per il suo preparato antitumorale. Si utilizzano le foglie intere (nettate dalla polvere con uno straccio asciutto), private delle spine marginali. Ricetta:
Mezzo chilo di miele d'api. - 40-50 millilitri (circa 6 cucchiai) di distillato (Grappa, Cognac, Whisky, ecc.) . - 350 grammi di foglie di Aloe Arborescens. Tagliare a pezzi le foglie (senza togliere la scorza) e metterle nel frullatore assieme al miele ed al distillato prescelto. Frullare bene ed il preparato è pronto per il consumo. Non filtrare nè cuocere. P. Zago insiste nell'uso anche della corteccia (malgrado la presenza di aloina, un lassativo irritante l'intestino). |
Il frullato ottenuto deve essere messo in frigorifero in un barattolo scuro, ben chiuso. Si assumono 3 cucchiai al giorno, venti minuti prima dei pasti principali (colazione, pranzo e cena), fino al consumo di tutto il barattolo. Se la cura non è sufficiente, interrompere dopo il primo barattolo per 12 giorni, poi ricominciare. Se dopo quattro barattoli e le relative sospensioni il male è ancora presente, ricominciare raddoppiando le dosi (due cucchiai ogni volta). |
Altri fitoterapici
| Ananas |
Il principio attivo contenuto nel frutto dell'ananas e nel gambo è la bromelina, un insieme di enzimi, simili agli enzimi pancreatici. Sono in grado di
- digerire le proteine, facilitando la scissione in aminoacidi
- inibire i processi proinfiammatori soprattutto a livello delle articolazioni
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L'ananas è indicato (100 gr circa durante i pasti, senza zucchero) per i dolori da artrite reumatoide e per l'insufficiente digestione delle proteine. E' indicato anche in caso di insufficienza renale e di gotta. Quando non si potesse usare il frutto, si può utilizzare l'estratto di gambo venduto in farmacia o erboristeria. |
| Artiglio del diavolo
(Harpaghophytum procumbens)
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in costruzione |
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| Boswellia serrata |
È un grande albero originario dell'India, che produce una gomma (chiamata salai guggul). Il principio attivo è l'acido boswelico, che ha dimostrato decise proprietà antiartritiche, valide sia per l'osteoartrosi che per l'artrite reumatoide. |
La dose standard di acido boswellico è di 400 mg tre volte al giorno. Non sono segnalate controindicazioni. |
| Ginkgo biloba |
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| Ribes nigrum |
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Note
- Heilbrun L.K., Nomura A., Stemmermann G.N., Black tea consumption and cancer risk: a prospective study. Br J Cancer 1986; 54: 677-683.
- Citiamo solo alcuni studi. Uno, condotto dall'1983 al 1990 in Italia (La Vecchia C,, Negri E., Franceschi S.e al., Tea consumption and cancer risk, Nutr. Cancer 1992; 17: 27-31) ha comportato l'esame di più di un migliaio di casi di tumore + 6147 controlli in ospedale per condizioni acute non cancerose. Altri (Ji H. T., Chow W.H., Hsing A. e al, Green Tea consumption and the risk of pancreatic and colorectal cancer. Int J Cancer 1997;7: 255-258. Luo S.Q., Liu X.Z., Wang C.J., Inhibitory effect of green tea extract on the carcinogenesis induced by asbestos plus benzo(a)pyrene in rat., Biomed Environ Sci 1995; 8: 54-58) confermano gli stessi rischi.
- Imai K:, Nakachi K., Cross sectional study of effects of drinking green tea on cardiovascular and liver disease. Br Med J 1995; 310: 693-696.
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