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I consigli di questa pagina
non sostituiscono il medico:
ogni caso ha caratteristiche personali
che possono chiedere
trattamenti diversi.
Alcune malattie
In caso di crisi di colite
Le note sulla colite sono tratte con poche variazioni da
Bondil, Kaplan, Mangiare meglio per vivere più a lungo. Ed. Tecniche nuove.
Inizialmente, e per un massimo di tre giorni, occorre mettere l'intestino a riposo con alimenti che si digeriscono completamente e non lasciano nessun residuo; quindi si passa a un'alimentazione di transizione costituita da prodotti cotti e raffinati per permettere una buona cicatrizzazione e, infine, si torna gradatamente all'alimentazione integrale che consigliamo di solito.
Per l'intera durata di questo "regime di transizione" è indispensabile controllare il pH urinario tre volte al giorno e mantenerlo a 7, se necessario con l'aiuto di citrati (per es. citrosodina).
La sera prima dell'inizio della dieta provvedere a una buona pulizia intestinale per mezzo di un clistere o, meglio, di un enteroclisma (v. le indicazioni Altre pratiche del metodo Kousmine), e fare una cena leggera (per esempio pastina in brodo).
Per un periodo di uno-tre giorni effettuare una pulizia intestinale quotidiana con enteroclismi e mangiare:
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Al mattino
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composta di frutta senza zucchero (meglio mele), 1 tazza di tè leggero oppure di una bevanda a base di cereali.
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A mezzogiorno e alla sera
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riso bianco ben cotto, condito con olio di girasole di prima spremitura a freddo, e composta di frutta senza zucchero.
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Abituarsi a mangiare molto lentamente.
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Masticare a lungo.
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Non bere durante i pasti.
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Nelle prime tre settimane (e se necessario anche oltre, a seconda delle indicazioni del medico)
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Tenere sotto controllo il transito intestinale, sempre seguendo le indicazioni del medico:
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Nessuna verdura cruda.
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I pasti dovranno comprendere unicamente cibi cotti.
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La cottura andrà fatta a vapore o al limite al forno a fuoco lento.
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Niente barbecue
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niente fritto
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niente piatti in umido
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niente condimenti (senape, sottaceti,ecc.)
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Sono concessi: erbe aromatiche, prezzemolo, tamari, gomasio.
Al mattino continuare con la composta di frutta (senza zucchero) accompagnata da una fetta di pane campagnolo semi-integrale biologico a lievitazione naturale. A mezzogiorno pane semi-integrale biologico a lievitazione naturale, verdura cotta (preferibilmente a vapore lento), carne a vapore o poco cotta al forno a fuoco lento, oppure pesce al cartoccio in carta pergamenata (niente alluminio), oppure uovo alla coque, composta di frutta (senza zucchero).
Alla sera passato di verdura molto spesso con cereali raffinati cotti, composta di frutta (senza zucchero)
Nelle tre settimane successive(e se necessario anche oltre, a seconda delle indicazioni del medico. Tenere sotto controllo il transito intestinale, sempre seguendo le indicazioni del medico).
Quarta settimana
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Al mattino
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Crema Budwig, sostituendo però la frutta cruda con composta di frutta e molto matura oppure cuocendola a vapore lento prima di schiacciarla (risulterà più digeribile). Tè leggero (pochissimo) oppure niente.
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A mezzogiorno
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Stesso tipo di menu che nel periodo precedente: verdura cotta e carne a vapore o poco cotta in forno a fuoco lento, oppure pesce al cartoccio in carta pergamenata (niente alluminio), oppure uovo alla coque. Eventualmente, un frutto crudo alla fine del pasto.
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Alla sera
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Passato di verdura con l'aggiunta di cereali integrali cotti. Eventualmente, un frutto crudo alla fine del pasto.
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Quinta settimana
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Al mattino
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Crema Budwig (con le variazioni di cui sopra), tè leggero (pochissimo oppure niente).
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A mezzogiorno
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Stesso tipo di pasto che nel periodo precedente, ma con l'aggiunta di un'insalata. Eventualmente, un frutto crudo alla fine del pasto.
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Alla sera
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Passato di verdura con l'aggiunta di cereali integrali cotti oppure crudi sotto forma di farina. Eventualmente, un frutto crudo alla fine del pasto.
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Sesta settimana
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Al mattino
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Crema Budwig con frutta cruda, tè leggero (pochissimo oppure niente).
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A mezzogiorno
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Verdura cruda all'inizio del pranzo, verdura cotta, carne a vapore o poco cotta in forno a fuoco lento, oppure pesce al cartoccio in carta pergamenata (niente alluminio), oppure uovo alla coque (una volta alla settimana). Alternare i giorni in cui si mangia la carne a quelli con pesce o uovo e i pasti a base di cereali a quelli con legumi. Eventualmente, un frutto crudo (meglio una mela) alla fine del pasto.
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Alla sera
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Passato di verdura con l'aggiunta di cereali integrali cotti oppure crudi sotto forma di farina. Eventualmente, un frutto crudo alla fine del pasto.
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Infine si torna all'alimentazione che consigliamo abitualmente.
Ogni recidiva richiede il ritorno a questo regime, per aiutare l'intestino a combattere l'infiammazione e a cicatrizzare e riabituarlo gradualmente a un'alimentazione diversificata composta soprattutto da prodotti crudi e non raffinati.
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Non dimenticate di:
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iniziare i pasti con alimenti solidi
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evitare i succhi di frutta la mattina a digiuno, le minestre liquide, le tisane subito dopo i pasti
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evitare di bere prima o durante i pasti.
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La sclerosi multipla
La sclerosi multipla (o sclerosi a placche) è una sindrome clinica caratterizzata da una perturbazione progressiva del sistema nervoso. Colpisce prevalentemente i giovani (è più rara nell'infanzia e in età avanzata). Non è diffusa ugualmente in ogni parte del mondo: vi sono zone ad alto rischio (30 o più casi per 100.000 abitanti) come la Gran Bretagna e i paesi Scandinavi, ma anche Stati Uniti a Nord del 45° parallelo e Israele; a medio rischio (da 5 a 25 casi) come l'Italia (ma la Sardegna, con più di 45 casi è ad alto rischio) e zone a basso rischio (sotto i 5 casi) come i paesi asiatici (in Giappone è pressoché sconosciuta). Appare quindi come una malattia dei paesi freddi, ma con eccezioni. Colpisce maggiormente le donne, con un rapporto rispetto agli uomini di 3 a 2.
Le lesioni anatomiche attaccano e distruggono lo strato di mielina che circonda i nervi: è quindi considerata una malattia demielinizzante. Le placche corrispondono alle zone di distruzione del sistema nervoso ed hanno una distribuzione variabile: a livello del cervello e del bulbo rachideo, con conseguenti disturbi funzionali a seconda della zona colpita.
Le cause della malattia sono ancora ignote: si sono ipotizzati fattori virali, fattori ereditari, fattori alimentari e, soprattutto, fattori autoimmuni. Recenti studi hanno evidenziato un legame con un'eccessiva perossidazione dei lipidi. Qui di seguito diamo una sintesi ragionata delle ipotesi più recenti.
Cause ipotizzate per la sclerosi multipla
Infezioni virali
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Alcuni virus sono responsabili negli animali e nell'uomo di patologie demielinizzanti simili alla SM, ad es. l'encefalomielite postinfettiva o la leucoencefalopatia multifocale progressiva o poche altre provocano o una diretta distruzione della mielina o una distruzione secondaria, dovuta ad una reazione autoimmune. Sospettati sono anche i virus del morbillo, della rosolia, degli orecchioni o di certe forme di influenza. Il virus sospettato di un rapporto più significativo con la SM è il virus dell'Herpes umana HHV-6: gli studi del Dr. Glenna Burmer (Proceedings of the National Academy of Sciences = PNAS) hanno evidenziato la presenza del virus negli oligodendrociti (le cellule che originano e mantengono la mielina) in 12/15 di ammalati di SM, mentre era assente nei 45 esaminati non affetti da SM. Non è possibile ancora dire se questo evidenzia un rapporto di causa/effetto: occorrono ulteriori studi.
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Fattori ereditari
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Si sono constatate presenze maggiori della malattia in alcune razze (e la quasi totale inesistenza presso altre: esquimesi, polinesiani, asiatici...) e gli studi sui gemelli hanno evidenziato un tasso di concordanza negli omozigoti del 26% (contro solo il 2,5 degli eterozigoti). Non si tratta probabilmente di ereditarietà diretta, ma di aumento (comunque non indifferente) del fattore di rischio.
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Fattori alimentari
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I tentativi di spiegazione legati alla frequenza in alcune razze, sono spiegabili, invece che da fattori genetici, dalle abitudini alimentari. In effetti i figli degli emigranti da paesi a basso rischio a paesi ad alto rischio (per esempio i giapponesi emigrati negli USA) hanno nel giro di un paio di generazioni lo stesso rischio degli abitanti del posto. Fattori ambientali o abitudini alimentari assunte? Il fatto che in un paese ad alto richio come la Norvegia, le popolazioni di marinai della costa, che consumano molto pesce, abbiano un'incidenza molto minore della malattia degli abitanti delle fattorie dell'interno, consumatori di prodotti caseari, sembra indicare un'incidenza del regime alimentare. Come il caso del Giappone, paese con un clima come il nostro, ma dove la malattia è quasi sconosciuta, che consuma molto pesce, anche crudo, e molti semi oliginosi e alghe.
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Fattori autoimmuni
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In laboratorio si è potuta creare una sindrome simile alla SM immunizzando animali contro la loro mielina. Però le analisi sugli ammalati di SM non hanno evidenziato questa autoimmunizzazione specifica. Se esiste, è legata ad un antigene ancora sconosciuto, anche se turbe immunitarie presenti negli ammalati di SM sembrano confermare l'origine autoimmune della malattia. Alcune ricerche recenti cominciano ad evidenziare anticorpi specifici per la SM, diversi nella forma progressiva e in quella a poussé.
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Perossidazione eccessiva dei lipidi
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Numerosi studi recenti hanno evidenziato che esiste negli ammalti di SM un'attività ridotta di un enzima, il GSH-Px (glutatione-perossidasi), la cui carenza nei globuli rossi e nei globuli bianchi provoca un anomalo metabolismo ossidativo dei carboidrati e una diminuita difesa contro i radicali liberi. La mielina diviene particolarmente sensibile a fenomeni di perossidazione dei lipidi. Questo abbassamento di attività del GSH-Px è oggi messo in relazione con fattori genetici.
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Danni alla barriera encefalica
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È un ulteriore causa legata ai fattori autoimmuni e ne è probabilmente il punto di partenza. Un danno alla barriera emato-encefalica permetterebbe il passaggio nel sistema nervoso centrale di leucociti T, sensibilizzati verso particolari antigeni della mielina (sequenza proteica 84-102 della proteina basica della mielina). Gli antigeni verrebbero poi aggrediti nel corso dei processi infiammatori, con la liberazione di citochine e di fattori chemiotattici da parte degli stessi linfociti, con un processo ciclico autoperpetuantesi. Il processo, che coinvolge leucociti T helper (CD4+) e leucociti B, è troppo complesso per descriverlo qui: ma dà inizio ad una reazione immunitaria che condurrebbe al processo di demielinizzazione.
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Elementi di terapia
La terapia della sclerosi multipla è quella classica kousminiana, con la pratica accurata dei quattro pilastri del metodo, come è esposta anche in queste pagine. Ciò che è importante, in una malattia così insidiosa e invalidante, è che il metodo venga praticato nella sua integralità.
Possiamo affermare, dopo aver seguito in questi anni un numero molto alto di malati (quasi settecento), che il metodo è efficace in modo superiore alle nostre attese iniziali. Sono ben pochi gli affetti da SM seguiti da noi attraverso i corsi e l'assistenza dei medici kousminiani che non hanno avuto giovamento dal metodo: praticamente solo alcuni casi di sclerosi multipla progressiva cronica.
Mettiamo in guardia però da un "fai-da-te" che si illuda di fare a meno dell'assistenza di un medico kousminiano. Il libro della nostra associazione non è quasi mai sufficiente ad un'applicazione completa e sicura del metodo. Proprio nei casi di SM occorre l'aiuto degli integratori (e, nei casi più gravi dell'immunomodulazione), costanza nella pratica del regime alimentare, del controllo dell'acidità e dell'igiene intestinale. In molti casi occorre anche la rimozione delle amalgame dentarie, da effettuare però solo dopo il controllo di un medico dentista esperto del problema.
E' importante affrontare anche gli aspetti psicologici, per giungere ad una vera serenità di vita. E' un aspetto sottovalutato: ma in troppi casi di nostri malati abbiamo visto una relazione significativa tra traumi psichici e attacchi di SM.
Proprio nel caso di SM proponiamo la partecipazione ai nostri corsi (tutti e due i livelli) come il mezzo più sicuro per affrontare e vincere con efficacia la lotta contro la malattia.
Qualche anno dopo l'inizio delle ricerche e delle applicazioni terapeutiche della dott. Kousmine, il prof. Swank, statunitense, iniziava le sue ricerche sulle cause della SM raggiungendo indipendentemente le stesse conclusioni della dottoressa svizzera.
Potete consultare il suo metodo (più limitato però, quindi meno efficace del metodo Kousmine) alla pagina curata da Valentina, interessante anche per i consigli sugli integratori.
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